L'aumento della densità areale di Seagate apre la strada all'era dell'intelligenza artificiale
29 ago, 2024
Sappiamo che le GPU sono fondamentali per i processi di IA, ma che ruolo hanno le unità disco? Jason Feist, vicepresidente senior dei prodotti e dei mercati di Seagate, è recentemente apparso in una puntata del podcast Tech Disruptors di Bloomberg Intelligence insieme al presentatore Woo Jin Ho. Hanno discusso della nuova piattaforma Mozaic™ 3+ con tecnologia HAMR e di come le unità disco promuovono l'era dell'IA.
Riportiamo di seguito una versione ridotta delle domande e risposte che si sono scambiati.
L'episodio completo del podcast con Jason Feist è disponibile su Bloomberg, Apple Podcast e Spotify.
Seagate è stata un'azienda leader nel settore dei sistemi di memorizzazione nella trasformazione di come la memorizzazione viene utilizzata con l'elaborazione. Siamo passati dai mainframe ai client mobili, e ora al mondo del cloud computing su grande scala. Continuiamo a vedere cambiamenti repentini e opportunità su come l'IA verrà utilizzata per generare più valore dai dati man mano che la megatendenza dell'IA decolla.
I dati sono al centro di tutto ciò che facciamo. È uno dei principi chiave di cui parliamo ogni giorno in termini di tecnologie all'interno di un'ampia gamma di competenze, principi di progettazione, chimica, robotica, firmware, software, fisica e scienza dei materiali.
Al momento ci stiamo concentrando sul lancio della nostra tecnologia Mozaic 3+ HAMR. Seagate è ben posizionata, in stretta collaborazione con i suoi clienti, per continuare a offrire tale valore, utilizzando e sviluppando la struttura portante della tecnologia HAMR.
Siamo in continua ricerca di modi per impacchettare sempre più informazioni in meno spazio. Il termine è densità d'area. Quanti bit e tracce è possibile raggruppare in un determinato spazio?
Esistono altri modi per aumentare la capacità nel tempo. È possibile aggiungere più testine. È possibile aggiungere più piatti. È possibile modificare i formati. Lo svantaggio di tutti questi metodi è che i costi aumentano. Queste sono opzioni valide solo quando non è possibile aumentare la densità d'area.
HAMR ha apportato un significativo avanzamento tecnologico nella registrazione magnetica, che ci permette di raggiungere, con il passare del tempo, 3 TB per piatto, 4 TB per piatto, 5 TB per piatto e oltre. Esiste una nuova tecnologia dei supporti che consente di ridurre le dimensioni di ciascun bit. Si tratta di una proprietà di registrazione magnetica fondamentale, chiamata coercitività, che indica come viene mantenuto lo stato magnetico zero o uno quando viene registrato.
Abbiamo anche dovuto apportare tante innovazioni nel modo di scrivere i dati con questa tecnologia dei supporti, ed è qui che entra in gioco la parte assistita dal calore. Abbiamo sfruttato un meccanismo di distribuzione della luce che la trasforma in qualcosa che crea plasmoni di superficie ed energia, e abbiamo adottato un trasduttore di prossimità di campo che focalizza la luce e trasferisce l'energia sul supporto, che si accoppia con un masterizzatore magnetico e ci consente di passare da uno a zero in tempo reale mentre un piatto gira a 7.200 giri/min.
No. Questo è l'aspetto davvero interessante e rivoluzionario della tecnologia HAMR. Siamo costantemente impegnati nella ricerca, sia nella nostra organizzazione che nelle università di tutto il mondo, per continuare a supportare tecnologie all'avanguardia, per raggiungere fino a 8-10 TB per piatto, grazie a tecnologie che sfruttano i principi fondamentali della fisica della registrazione. È davvero entusiasmante. Sappiamo come realizzare piatti da 3 TB, 4 TB e 5 TB. E sono in corso innovazioni e ricerche sulla fisica della registrazione per portarci oltre, fino a 8-10 TB.
Penso che oggigiorno ci siano molte persone che memorizzano molte più informazioni e molti data center in crescita. Ogni giorno riceviamo notizie che superfici sempre più estese vengono destinate a un numero sempre maggiore di data center in tutto il mondo. Penso che i segnali di una maggiore crescita dei dati siano abbastanza chiari. Ci stiamo impegnando per poter garantire che il sistema di memorizzazione necessario per quei data center disponga dei dispositivi di memorizzazione più innovativi e tecnologicamente avanzati.
C'è sempre un ciclo di aggiornamento. Gli operatori dei data center continueranno a tener presente il ciclo di vita di qualsiasi componente all'interno del data center, sia che si tratti di alimentazione, apparecchiature di rete, upgrade della CPU o aumento della densità di memorizzazione. I data center vendono un servizio e monetizzano quindi i dispositivi utilizzati, che hanno tutti un loro proprio ciclo di vita.
Per noi, in quanto produttori di dispositivi di memorizzazione, è la stessa cosa e dobbiamo avanzare insieme agli altri componenti. I clienti continueranno a valutare i vantaggi derivanti dalla distribuzione di due unità da 16 TB prodotte cinque anni fa rispetto all'utilizzo di un'unità da 32 TB attuale. Noi valutiamo apertamente con i nostri clienti il ciclo di vita, ossia il ciclo di aggiornamento, e la possibilità di distribuire nuove soluzioni di memorizzazione con una maggiore densità fin dall'inizio.
La disponibilità di varie capacità di memorizzazione è l'aspetto più interessante di questo approccio basato sulla densità d'area per piatto, rispetto alla semplice aggiunta di testine e piatti. Grazie alle innovazioni in termini di densità d'area, chi ad esempio utilizza sistemi in grande scala e ha quindi bisogno della massima capacità, sceglierà di distribuire appena possibile il dispositivo più grande su cui riesce a mettere le mani. Questa è la tendenza che abbiamo osservato per molti anni in questo mercato, in quanto è quella che garantisce il miglior costo totale di proprietà. Esistono però molte altre modalità di impiego, come l'analisi di video/immagini, i sistemi NAS e altri casi di utilizzo aziendali, per le quali è importante poter scegliere la capacità, in quanto operano in fasce di prezzo diverse. Queste sono aziende che vendono applicazioni ad altre aziende, e non a consumatori finali o a gruppi di diversi tipi di utenti.
Sappiamo infatti che alcuni di questi clienti vorrebbero unità da 8 TB, 16 TB o 12 TB, o anche 20 TB, più economiche. Abbiamo deciso di integrare e introdurre sul mercato la stessa tecnologia che stiamo utilizzando nelle unità con la massima capacità nel settore perché sappiamo che molti mercati e casi di utilizzo potranno beneficiare di unità con capacità inferiori che utilizzano un minor numero di testine e piatti rispetto alle soluzioni attualmente distribuite. Siamo in grado di ottimizzare l'ingombro e l'utilizzo delle nostre testine e dei supporti, nonché i nostri stabilimenti e le nostre capacità di produzione, per soddisfare tutte le esigenze nei diversi mercati.
Non occorre cambiare nessun formato, nel senso che, oggi, gli alloggiamenti sono standardizzati. L'ottimizzazione è solo all'interno. L'unità conterrà semplicemente meno componenti, ma le dimensioni rimarranno invariate. Se cambiassimo il formato, i tempi di introduzione si allungherebbero molto perché ciò avrebbe un impatto non solo sulle nuove infrastrutture ma anche sui sistemi già distribuiti sul campo. Grazie a questa strategia conosciamo già la base di installazione per tutte queste unità disco con capacità di massa e possiamo sia aggiornare i prodotti esistenti sul mercato con nuovi prodotti che utilizzano meno testine e piatti, senza compromettere le applicazioni in uso, sia sviluppare nuovi percorsi di introduzione sul mercato con questa architettura hardware più ottimale. Inoltre, la cosa più importante è che utilizziamo la stessa tecnologia dei componenti e la stessa tecnologia di piattaforma che impiegheremo per raggiungere volumi molto elevati con i nostri clienti che operano in grande scala.
Oggigiorno le GPU e la memoria ad elevata larghezza di banda sono strettamente collegate nella DRAM. Ciò è dovuto al fatto che una GPU è in grado di elaborare le cose molto velocemente. L'aspetto eccezionale di questa architettura è che analizza le informazioni a una velocità molto elevata e consente di creare tonnellate di nuove applicazioni e sviluppare software, che a loro volta generano più informazioni.
Man mano che queste applicazioni prendono forma e piede, e vengono distribuite nei flussi di lavoro e integrate nelle attività quotidiane, genereranno ulteriore contenuto che, alla fine, vorremo poter memorizzare per poi riqualificarlo per lo sviluppo di modelli futuri. Tutto ciò è molto adatto per la memorizzazione su unità disco, dove questi grandi pool di informazioni sono vicini alle GPU e alla memoria ad elevata larghezza di banda.
In definitiva, siamo entusiasti. Proprio come per il cloud esiste una relazione simbiotica tra i diversi tipi di dispositivi, più interagiamo con i clienti e le diverse modalità d'impiego, più realizziamo che questa relazione simbiotica non solo prolifera ma continuerà a crescere, perché molte più società hanno abbracciato lo sviluppo dell'IA e l'architettura e l'infrastruttura dell'IA, mentre prima c'erano solo da quattro a 10 società che partecipavano davvero al cloud.
I nostri ingegneri e impiegati sono tra i migliori e i più brillanti al mondo e apportano un insieme così diversificato di competenze, capacità e culture. È davvero straordinario essere ogni giorno testimoni di questo coinvolgimento incessante su tutta la linea.
Negli ultimi 45 anni abbiamo operato grandi cambiamenti per adattarci alle esigenze del settore dei sistemi di memorizzazione, abbiamo venduto oltre quattro miliardi di terabyte di capacità di dati e lavoriamo tutto il tempo su dispositivi e sistemi diversi, in mercati destinati dai consumatori al cloud.
Interagisco con molte società e persone diverse, e Seagate è davvero speciale perché ogni giorno è possibile sperimentare qualcosa di nuovo, qualcosa di unico ed eccitante. Inoltre si può apprezzare come ciò a cui lavoriamo ogni giorno porta valore a così tanti utenti in tutto il mondo, e quante informazioni vengono memorizzate sui dispositivi che creiamo.
Ascolta l'intero podcast Tech Disruptors con Jason Feist su Bloomberg, Apple Podcast e Spotify.